Home / Natura e ambiente / Prima gli applausi, poi l’esca: la lontra Peterli, la star del pubblico avvelenata

Prima gli applausi, poi l’esca: la lontra Peterli, la star del pubblico avvelenata

La storia della lontra Peterli rappresenta il modo in cui la Svizzera ha trattato la fauna selvatica autoctona: fino alla metà del XX secolo, la Svizzera considerava la lontra solo un parassita dei pesci. Questo costò la vita a Peterli, la star del pubblico allo Zoo di Berna Dählhölzli. Allo stesso tempo, l’animale dello zoo divenne testimone del suo tempo.

Nel 1953, il direttore dello zoo di Basilea, Heini Hediger, si rivolse al Consiglio federale. Nel suo articolo “Fischotter und Bundesräte - Lontre e consiglieri federali” ringraziava per la revisione della legge sulla caccia allora in vigore, che segnava una svolta: finalmente la lontra, insieme ad altre specie come l’allodola o l’aquila reale, veniva rimossa dall’elenco degli animali cacciabili e messa in protezione. Per la lontra fu troppo tardi, perché a quel tempo era già quasi estinta.

Estinzione come obiettivo

Hediger aveva sempre considerato peccato capitale la vecchia legge sulla caccia del 1888. L’articolo 22 stabiliva infatti: «L’estirpazione delle lontre, degli aironi e di altri animali particolarmente dannosi per la pesca è da favorire il più possibile». La legge prevedeva premi per l’abbattimento: il Canton San Gallo pagava 20 franchi per animale, Berna 15 franchi, Vaud 40 franchi. Le somme erano alte e spesso integrate da contributi di associazioni di pesca cantonali e locali, perché i cacciatori mostravano poco interesse per la caccia alle lontre, preferendo cervi, caprioli e cinghiali.

Negli anni ’90 dell’Ottocento si registravano annualmente 100-150 lontre abbattute, numero che scese durante la Seconda guerra mondiale a meno di dieci esemplari. Già nel 1932, le autorità pagavano per l’ultima volta i premi per l’abbattimento: l’incentivo economico aveva perso di senso per mancanza di animali. A metà del XX secolo, le lontre erano completamente scomparse dal paesaggio. L’impegno di Hediger per la protezione degli animali autoctoni nacque, nel caso delle lontre, dal destino triste di un animale speciale. Dal 1938 al 1944, Hediger diresse lo zoo Dählhölzli di Berna – e lì, la lontra Peterli gli entrò nel cuore. Per un’estate, la lontra scatenò un vero trambusto nel Dählhölzli, con grande gioia di Hediger, che non avrebbe potuto desiderare un miglior ambasciatore dello zoo.

Un cucciolo

Ma come arrivò Peterli allo zoo? Il custode Werner Schindelholz raccontò di aver trovato, nel giugno 1938, durante un giro lungo l’Aare, un cucciolo di lontra cieco, di pochi giorni di vita al massimo. Normalmente, gli occhi dei piccoli si aprono dopo circa trenta giorni e lasciano la tana solo dopo dieci settimane. È quindi improbabile che Schindelholz incontrasse il cucciolo sul bordo del fiume; più probabilmente aveva scoperto la tana. Avendo sempre sognato un simile ritrovamento, prese con sé la lontra di 220 grammi, lunga meno di venti centimetri, e la chiamò Peterli. L’allevamento ebbe successo.

Nell’autunno del 1938, a Berna circolavano voci su una lontra che passeggiava in compagnia di un uomo, obbedendo come un cagnolino. Schindelholz portava Peterli anche in autobus, fatto documentato. Se la lontra si è davvero seduta in grembo al Consigliere federale Giuseppe Motta, come affermato da Hediger nelle sue memorie, non è verificabile.

All’inizio del 1939, Schindelholz consegnò Peterli allo zoo, dove diventò subito una star. Era l’artista tra gli animali dello zoo. Ogni pomeriggio si recava al fontanile vicino al ristorante Dählhölzli, dove lo attendeva la folla. Come una trottola girava nell’acqua, giocava con la palla, catturava pesci al volo e li riportava. Poi Schindelholz lo portava in una vasca di cemento, acqua e pietre.

Zuccherini e lamette

Presto lo zoo si trovò di fronte ai lati oscuri della fama di Peterli. Essendo la vasca in una zona accessibile al pubblico, la lontra era esposta agli scherzi dei visitatori: borse, cappelli, ombrelli e bastoni cercavano di infastidirla. Per animarla, i visitatori gettavano oggetti, spesso pericolosi, nella vasca. Né il recinto improvvisato né i cartelli di divieto fermavano la gente. Lo zoo denunciava i trasgressori, ma la città non apprezzava.

Il rappresentante del governo cittadino per lo zoo era esasperato dalle attenzioni verso Peterli e chiedeva la fine degli spettacoli. Hediger non ne voleva sapere. Alla fine, la biologia portò a un compromesso: con la maturità sessuale, il Peterli di circa un anno non obbediva più sempre come prima. Pur essendo “in parte selvatico”, correva ancora quando Hediger lo chiamava per nome e continuava a intrattenere il pubblico, che non smetteva di gettare nella vasca ogni sorta di oggetto, dagli zuccherini alle lamette. Nella notte del 5 dicembre 1941, un’esca avvelenata finì nella vasca. La mattina seguente, i custodi trovarono Peterli morto nella sua tana. La notizia si diffuse rapidamente; il quotidiano Der Bund pubblicò un necrologio per il «compagno allegro e giocoso».

Rifornimento da Varsavia

Uno dei predecessori di Peterli, acquistato per l’apertura del 1937 a 550 franchi, era già scomparso senza lasciare traccia. Gli zoo non erano mai stati un luogo sicuro per le lontre: nel 1951, lo Zoo di Zurigo denunciò per la terza volta un’aggressione mortale da parte del pubblico. In uno di questi episodi, un animale fu quasi lapidato dai visitatori.

Dopo la morte di Peterli, Berna rinunciò temporaneamente a ospitare lontre. Nel 1949, cercando un esemplare per il nuovo recinto dietro il Vivarium, nel Dählhölzli protetto, la direttrice Monika Meyer-Holzapfel non trovò nessuna lontra in Svizzera. Il successore di Peterli arrivò in aereo da Varsavia.

Cacciate, ma poco studiate

Il destino di Peterli motivò Hediger: in pubblicazioni e trasmissioni radiofoniche difese le lontre, ingiustamente etichettate come predatrici di pesci. Smentì i pregiudizi secondo cui divorerebbero enormi quantità di pesci per puro gusto di cacciare. Nello zoo di Basilea, le lontre consumavano mediamente 600 grammi di cibo al giorno, non chilogrammi di pesce come riportato dalla stampa. Anche rane, gamberi d’acqua dolce, ratti, topi e uccelli acquatici.

Quando la Svizzera mise la lontra sotto tutela, Hediger pensava che la specie fosse quasi estinta. La possibilità di studiarla ulteriormente era persa: non riusciva a spiegarsi perché in cattività non si riproducessero. La conoscenza zoologica sulla fauna locale era scarsa. All’epoca ne esistevano ancora 80-150, in piccoli nuclei isolati nei Grigioni, a Neuchâtel e nel Lago di Bienne. Nonostante la protezione, anche questi ultimi gruppi scomparvero. La distruzione dell’habitat e l’inquinamento giocarono un ruolo centrale: i policlorobifenili (PCB), chimici industriali, si accumulavano nelle lontre tramite il cibo, rendendole sterili. Nel 1986, la Svizzera vietò i PCB, ma tre anni dopo morì l’ultima lontra sul Lago di Neuchâtel. La Svizzera dichiarò ufficialmente come estinta la lontra.

Epilogo

Per due decenni, le lontre vissero solo negli zoo o come esemplari imbalsamati nei musei. Nel 1985 nacquero finalmente lontre in cattività a Berna e, il giorno successivo, a Zurigo. Nel 2009 il sopravvissuto ritornò silenziosamente: inizialmente singoli, oggi sono stati avvistati anche dei cuccioli. La fragile popolazione sembra riprendersi.

Roger Sidler

Animali dello zoo come testimoni del tempo

Storia dello zoo Dählhölzli

La storia di uno zoo può essere raccontata in modi diversi. Lo storico Roger Sidler (1968) mette al centro gli animali: Peterli, la lontra, la tigre Igor e la gatta selvatica Céline vissero nel Dählhölzli in tempi diversi. Questi e altri animali incarnano cambiamenti sociali e diventano testimoni del loro tempo. La loro vita sul palcoscenico dello zoo solleva domande fondamentali ed esistenziali, spesso a rischio della propria esistenza.

“Zootiere als Zeitzeugen 2024”, Casa editrice “Hier und Jetzt”, 208 pagine, ISBN 978-3-03919-623-4, CHF 34.00

La giovane lontra Peterli, non ancora completamente cresciuta, tra le braccia di un giovane visitatore dello zoo. Foto di Heini Hediger. Foto Heini Hediger, 1938/1939

Il diorama creato verso la fine degli anni ’30 al museo di storia naturale di Berna mostra come la lontra era percepita allora: un famelico predatore di pesci. Foto Keystone

Per ogni abbattimento venivano corrisposti premi sostanziosi: il cacciatore Rudolf Plattner con una lontra abbattuta a Reigoldswil (1927). Archivio dello Stato del Canton Basilea Campagna, StABL PA 6281 02.01

Il custode Schindelholz durante una passeggiata invernale con Peterli, fotografato dal direttore dello zoo Heini Hediger. Foto Heini Hediger, 1938/39

Uno dei predecessori di Peterli fu lapidato allo Zoo di Zurigo: il destino della lontra Tom – qui fotografata nell’estate 2024 – non corre lo stesso rischio. Foto Keystone

La Gazzetta ha bisogno di te.

Cara lettrice, caro lettore online,
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico clicca qui per i dettagli.

Tag: