In Svizzera ci sono diverse possibilità per scoprire il mondo dei dinosauri: le tracce sopra il Lac du Vieux Emosson (VS), il Museo Jurassica (JU) e il sito archeologico di Frick (AG). Anche se nel Vallese si tratta solo di lontani parenti dei dinosauri, questi luoghi esercitano un grande fascino sul pubblico.
La dott.ssa Lara Sciscio, esperta di impronte di dinosauri, apre una grande porta di legno che conduce in una cantina. La porta si trova nel castello di Pruntrut (JU), nei cui piani superiori sono ancora oggi ospitati dei detenuti. Ce lo racconta la nostra seconda guida, il paleontologo Gaël Spicher, dottorando presso il Museo di Storia Naturale Jurassica. Nel seminterrato ci attende una vera e propria miniera di reperti: oggetti rinvenuti durante gli scavi per la Transjurane, l’autostrada che attraversa il Giura. All’inizio degli anni 2000, il tracciato avrebbe dovuto attraversare un’area in cui si sospettava la presenza di resti importanti. Fu costituito un team di archeologi incaricato di effettuare scavi di emergenza. Questo è quanto si evince dall’ultimo libro del giornalista scientifico ginevrino Pierre-Yves Frei sui dinosauri in Svizzera. Nel febbraio 2002, nei pressi di Courtedoux (JU), furono scoperte tracce di sauri – più precisamente impronte di sauropodi. Questi quadrupedi dal collo lungo e dalle zampe robuste si nutrivano esclusivamente di piante. Vissero circa 157-152 milioni di anni fa, nel Giurassico superiore. «Non ci avrebbero attaccato per mangiarci, come avrebbe fatto, ad esempio, un T-Rex nel Cretaceo, di cui si trovano tracce negli Stati Uniti», ci spiega Lara Sciscio. Il sito nel Giura comprende circa 700 tracce di dinosauri che un tempo vagavano per l’Europa e 14'000 impronte. Una vera fortuna per la ricercatrice, arrivata quattro anni fa dal suo paese natale, lo Zimbabwe, al Museo Jurassica. «Un’impronta fornisce informazioni sull’andatura dell’animale, sulla lunghezza del suo passo e sul suo peso», ci spiega la paleontologa, specializzata in icnologia, ovvero l’analisi delle impronte. E che dire degli scheletri? Purtroppo non ce ne sono! Secondo Lara Sciscio, tuttavia, a Moutier (JU) sono stati scoperti resti di sauropodi già nel XIX secolo.
Impronte con un diametro di 1,20 metri
I due paleontologi aprono delle casse che contengono fossili provenienti dagli scavi nella regione della Transjurane. Ad esempio, il ventre fossilizzato di una tartaruga. Viveva 152 milioni di anni fa nel Giurassico superiore, il cui nome deriva proprio da questa regione. Al momento del ritrovamento, ogni fossile e ogni impronta vengono ricoperti di gesso a scopo protettivo, poi estratti dalla roccia e portati in laboratorio per la pulizia. Questo lavoro terrà occupati i ricercatori ancora per decenni. Ma dove sono i dinosauri? I paleontologi spostano di lato una pesante lastra disposta verticalmente. Vengono alla luce impronte circolari di un sauropode del genere Amanzia. L’animale aveva zampe massicce e colonnari (l’impronta più grande ha un diametro di 1,20 metri), un collo lungo, una testa piccola e una coda lunga e robusta. All’altezza dell’anca era alto circa quattro metri. Come ci spiega Lara Sciscio, questo «disegno» è stato ricavato confrontandolo con altri sauropodi, poiché durante gli scavi non sono stati rinvenuti scheletri. Per poter identificare con certezza un reperto, tuttavia, sono necessarie sia le impronte che lo scheletro. I ricercatori ci conducono nel cortile interno del centro di formazione, dove il sottosuolo è visibile attraverso delle vetrate. Lì sono state scoperte impronte a tre dita lasciate dai teropodi – dinosauri bipedi, carnivori e imparentati con il T-Rex. Questi mostri preistorici vissero prima dell’estinzione dei dinosauri non aviani, avvenuta 66 milioni di anni fa. A proposito, gli uccelli odierni sono discendenti dei dinosauri. Un altro luogo noto in Svizzera in cui sono visibili presunte impronte di dinosauri è Vieux Emosson, nel Vallese. Queste impronte si trovano a oltre 2'400 metri di altitudine. I ritrovamenti hanno suscitato sorpresa, poiché solo dopo anni i paleontologi hanno scoperto che non si trattava affatto di impronte di dinosauri. «Le impronte provengono da parenti stretti, con i quali condividono un antenato risalente al Triassico inferiore», ci racconta Pierre-Yves Frei. La storia dietro a questo errore è raccontata nel suo libro. Nel 1976 il geologo francese Georges Bronner e alcuni suoi amici decisero di esplorare a piedi la regione intorno alla diga di Emosson. Il secondo giorno il gruppo raggiunse la zona di Vieux Emosson, che prende il nome dalla prima diga costruita in questa valle. Mentre scattava delle foto con sua figlia Sylvie, Georges Bronner fu improvvisamente affascinato da alcune impronte su una lastra di roccia che spuntava in parte da un campo di neve. Quello che vide non erano semplici fori, ma impronte! La scoperta suscitò l’attenzione a livello mondiale e da allora la zona è nota come “il sito dei dinosauri di Vieux Emosson”. Come mai quelle impronte furono erroneamente scambiate per impronte di dinosauri? «Innanzitutto, spiega Pierre-Yves Frei, i reperti erano sì molto numerosi, ma di scarsa qualità. Davano l’impressione di essere impronte a tre dita, tipiche dei dinosauri. In realtà, lì sono presenti solo impronte a cinque dita. Inoltre, nella roccia sedimentaria non si trovano fossili, il che rende impossibile una datazione precisa. Gli esploratori avevano ipotizzato un’età di 230 milioni di anni. La roccia ha però 240 milioni di anni e, in quel periodo, i dinosauri erano appena comparsi nell’emisfero meridionale. In breve: si tratta di coccodrilli a cinque dita e dalle zampe lunghe, lunghi quasi tre metri e dotati di mascelle possenti. Appartengono agli Pseudosuchia, un gruppo principale degli arcosauri, dall’altro gruppo del quale hanno avuto origine i dinosauri.»
Frick e i suoi scheletri perfetti
Nel suo libro, Pierre-Yves Frei menziona un altro luogo leggendario della storia dei dinosauri in Svizzera: la cava di argilla di Frick (AG), dove nel 1976 il paleontologo svizzero Ben Pabst scoprì resti fossili di dinosauri – più precisamente di plateosauri – risalenti a circa 210 milioni di anni fa. Erbivori lunghi otto metri che pesavano quattro tonnellate. Nel Museo dei dinosauri di Frick è esposto uno scheletro completo di uno di questi animali. Nei dintorni di Frick si contano circa 500 fossili di dinosauro per ogni ettaro. «Sulla vasta pianura, durante la stagione secca del Triassico, nelle pozze d’acqua si formavano delle pozzanghere di fango. Spinti dalla sete, i grandi dinosauri si avventuravano in quei luoghi, ma non sempre riuscivano a liberarsi», riferisce l’autore. «Non oso nemmeno immaginare come rimanessero bloccati lì, ma ci hanno lasciato una preziosa testimonianza», ha aggiunto.
Stéphanie Herzog

«Un'impronta ci fornisce informazioni sull'andatura dell'animale, sulla lunghezza del suo passo e sul suo peso.»
Dott.ssa Lara Sciscio, esperta di impronte di dinosauri

Pierre-Yves Frei: «Un dinosaure dans la montagne». Savoir Suisse, Losanna 2026. 192 pagine.

Milioni di anni fa in Svizzera vivevano i teropodi. Una riproduzione si trova davanti al Muse um Jurassica a Pruntrut.
Foto di Stéphane Herzog
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